La legge 241/1990: principi e ambito
Più di metà delle domande di diritto amministrativo cita la L. 241/1990 articolo per articolo. Il metodo giusto è collegare ogni istituto al suo articolo e ai suoi termini.
- Art. 1: l'attività amministrativa persegue i fini della legge ed è retta da criteri di economicità (minor impiego di mezzi), efficacia (idoneità a raggiungere i risultati), imparzialità, pubblicità e trasparenza, oltre ai principi dell'ordinamento UE. I soggetti privati preposti ad attività amministrative assicurano il rispetto degli stessi principi (comma 1-ter). I rapporti tra cittadino e amministrazione si ispirano a collaborazione e buona fede.
- Art. 29: la legge si applica alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali e alle società a totale o prevalente capitale pubblico per le funzioni amministrative; le norme su durata del procedimento, partecipazione, responsabile, accesso, SCIA e silenzio assenso attengono ai livelli essenziali delle prestazioni (art. 117, comma 2, lett. m, Cost.). L'art. 15 (accordi tra amministrazioni) vale per tutte le amministrazioni.
Termini, responsabile, partecipazione
- Art. 2: obbligo di concludere con provvedimento espresso; termine generale di 30 giorni se non diversamente previsto. In caso di inerzia opera il potere sostitutivo (comma 9-bis): l'organo di governo individua una figura apicale o un'unità organizzativa; il titolare conclude in un termine pari alla metà di quello originario. Le sentenze che accolgono il ricorso contro il silenzio sono trasmesse alla Corte dei conti.
- Art. 3: motivazione obbligatoria (presupposti di fatto e ragioni giuridiche), salvo atti normativi e generali; ammessa la motivazione per relationem; in ogni atto notificato vanno indicati termine e autorità cui ricorrere.
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