Ragionamento deduttivo
- Sillogismi: da "tutti gli A sono B" e "x è A" segue con certezza che x è B. Non si può fare il contrario: da "x è B" non si ricava che x sia A, e da "tutti i venditori sono loquaci" non segue che "tutti i loquaci sono venditori". È la fallacia dell'affermazione del conseguente, il caso tipico del "sillogismo che conduce a una falsa conclusione": "se ripeti ad alta voce passi l'esame; ho passato l'esame, dunque ho ripetuto" è sbagliato.
- Con "alcuni" o "la maggior parte" non si ottiene una conclusione certa sul singolo: si arriva solo a "potrebbe". Se "la maggior parte usa X e non usa Y", un singolo membro potrebbe non usare X e usare Y.
- Negazione di "tutti gli A sono B": "esiste almeno un A che non è B". La negazione di "nessuno" è "almeno uno".
- Un'implicazione non vale al contrario: "se è alpinista, va in montagna ogni fine settimana" è falso perché A non implica necessariamente B. Un enunciato con relazioni contraddittorie (A più di B, C meno di B ma più di A) è "sicuramente errato".
- Disuguaglianze: si mettono in fila su una retta. Da A<B, C>B segue con certezza C>A. Una relazione si può dire "sicuramente falsa" solo se contraddice la catena (con S>P, Q>P, Q<R, è sicuramente falso che R<P). Se due elementi stanno entrambi sotto o sopra un terzo, il loro ordine reciproco è indeterminato (con Acero e Ebano entrambi più duri della Betulla non si sa quale dei due sia più duro).
- Parentele: si ragiona dal fondo. "il figlio di X è il padre di mio figlio" e io sono un uomo, quindi il figlio di X sono io.
- Disposizioni a tavola: si fissano prima i vincoli rigidi (chi sta di fronte a chi, chi non può stare a capotavola), poi si completa per esclusione.
- Calendario: si traduce ogni espressione ("l'indomani di lunedì" è martedì, "l'altro ieri" significa due giorni fa) e si conta.
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